Diana Vreeland after Diana Vreeland

 

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 Per certe persone è semplicemente una questione di personalità

Ho conosciuto Diana Vreeland tramite la mostra omonima tenutasi a Venezia al Palazzo Fortuny nel 2012. Un articolato percorso attraverso la personalità e lo stile di Diana Vreeland che ha affascinato i visitatori, comunicando la sua intellettualità e raffinatezza. Ma chi è Diana Vreeland? In due parole è stata arbitro indiscusso dell’eleganza del “900. Leggendaria direttrice di Vogue America, del Costume Institute Metropolitan Museum of Art di New York. Donna schietta, divertente, prorompente, fantasiosa, in grado di abbellire e arricchire la vita delle molte lettrici che l’hanno seguita attraverso le sue pubblicazioni.

    

È difficile spiegare l’emozione che ho provato attraversando le stanze fatiscenti del palazzo Fortuny, oscurate da preziosi drappeggi, realizzati coi tessuti della omonima collezione.  E sono convinta  che se a progettare questa mostra fosse stata Diana Vreeland, avrebbe fatto le stesse scelte.  È stato come essere in un film, in un “bel film”.  Sì perché Diana Vreeland ha saputo vivere la vita come in un film, e le fotografie, gli allestimenti riproposti nella mostra, ne sono la testimonianza.

   

 Il suo mondo era fatto di cerimonie, diamanti, smalto rosso intenso, amicizie famose… tutto senza ostentazione. Lei era semplicemente una donna di gran gusto. E questa donna ha contribuito a lanciare tendenze, a rinnovare gli schemi tradizionali della moda, proponendo modelli di stile, frutto della combinazione di tradizioni e culture diverse, usando contesti innovativi, espressione di una grande intellettualità e cultura.

Per questo son fatte le mostre: per avvicinare il visitatore alla vera natura dei loro protagonisti.

 UK

For some people it’s just a matter of personality

 I have known Diana Vreeland through the homonymous exhibition held at the Palazzo Fortuny in Venice in 2012. An articulated itinerary through the personality and style of Diana Vreeland, that has fascinated the visitors, communicating her intellectuality and taste. But who was Diana Vreeland? In two words she was the undisputed arbiter of the elegance of the 19th century. She was the legendary editor of Vogue America and director of the Costume Institute of the Metropolitan Museum of Art of New York. Diana Vreeland was a frank, funny, exuberant, imaginative woman, able to beautify and enrich the lives of her readers.

 It is difficult to explain the emotion that I felt while going through the crumbling rooms of the Palazzo Fortuny, obscured by precious curtains made of the fabrics of the homonymous collection. And I’m sure that if Diana Vreeland would have planned this exhibition, she would have done the same.  It’s likly being in a movie, in a “beautiful movie”. Diana Vreeland was able to live life like in a movie, and the photographs and installations shown in the exhibition testify for it.

 Her world was made of ceremonies, diamonds, deep red enamel, famous friends… all lived withought ostentation. She was simply a woman of great taste. And this woman has contributed to create trends, to renew the traditional patterns of fashion, proposing a fashion style that was the result of different traditions and cultures, using innovative contexts, testimonials of a deep intellectuality and culture.

This is the purpose of exhibitions: to bring the visitors closer to the true nature of their protagonists.

 

 

 

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