Le Mépris Jean-Luc Godard

I

 In questo film l’architettura è la protagonista del dramma amoroso. Il regista usa gli spazi architettonici per descrivere l’evolversi della relazione amorosa, costruendo una sequenza filmica di architetture dal forte impatto emozionale. La scena iniziale del film riprende i due protagonisti a letto. Il letto è il microcosmo, rappresentato come uno scenario cromatico. L’abbandono del letto e l’entrata nel mondo esterno, separano i protagonisti, allontanandoli. Un allontanamento che diventa sempre più evidente nelle riprese successive, in cui altre persone entrano a disturbare l’equilibrio amoroso. Mentre il film procede, si incontrano luoghi dall’architettura incompleta e decadente e quando entra in scena Casa Malaparte, l’amore tra i due protagonisti è definitivamente compromesso.

Casa Malaparte, ripresa da piani prospettici diversi è lo scenario, preludio del dramma finale. La Casa viene ripresa dall’esterno, evidenziandone i segni della corruzione del tempo. Essa ci appare in varie prospettive: prima come un transatlantico arenato tra gli scogli, poi come un trampolino sul mare, quindi come lo spazio in cui i due protagonisti si rincorrono e scontrano. Al suo interno le pareti s’aprono in vedute sugli scogli e sul mare che sembrano schermi filmici.

Ma lo scenario di Le Mépris è anche quel dialogo mai interrotto di sguardi, rabbia e incomprensioni che si consumano in un appartamento non ancora finito, dove le porte incomplete, si trapassano scavalcandone la cornice. È in questa imperfezione del quotidiano che l’amore della coppia si va sfaldando, anche se all’inizio del film, l’evoluzione cromatica dal rosso, al giallo e infine al blu, ci comunica lo scemare dell’intensità amorosa. Ed è in quel talamo in ferro battuto, così armoniosamente intagliato che l’uomo finisce col diventare ospite indesiderato e la donna padrona insoddisfatta.

Lo scenario di Le Mépris è il campo d’azione dell’architettura nell’ambiente cinematografico. Le sequenze del film sono passaggi in cui architettura e cinema si articolano reciprocamente dando vita alle emozioni. Ed è così che alla fine veniamo sopraffatti dalla veduta sul mare e finiamo con l’imbatterci nelle statue di Ulisse e Penelope. Sì perché il mondo è uno scenario, in cui ogni uomo è come Ulisse, alla ricerca di una nuova avventura e ogni donna una Penelope la cui fedeltà non è poi così indiscussa.

UK

Le Mépris is a movie about a love story in which architecture is the very protagonist. The first sequence of the movie films the intimacy of a bed, an emotional microcosm characterized by chromatic effects. Further on, the movie sequences will involve the presence of external factors, such as other people and images of unfinished and decadent architectures as elements of definitive discordance.

It is among these decadent buildings that Casa Malaparte becomes the scenario of the final drama. We can see Casa Malaparte from different points of view. While outside the villa is the protagonist of the panorama, inside its windows, like screens show the intimacy of the sea.

But the back stage of Le Mépris is not just this. It is also that unfinished apartment where everything looks so undefined. It is through the ordinary and precarious life that this love story goes towards its end. And the first signs of disdain are already visible at the very beginning of the movie through the chromatic change from red to the coldness of blue. It is in the same bed that the two lovers get apart, when the man finally becomes the unwanted guest and the woman the landlady of the day-to-day problematics. The scenario of Le Mépris is the field of action of architecture in the cinema environment. The film sequences are passages through which cinema and architecture interact giving birth to emotions.And so the final sequences show us a view of the sea, of the same sea that has brought Ulisse away, looking for new adventures and kept Penelope awaiting for him…