Léger A vision of the contemporary city /La visione della città contemporanea

Fernand Legér The discs in the city

I

Per comprendere la situazione sociale dei primi del ’900 è necessario constatare la fragilità del tessuto dei rapporti reciproci e di atteggiamenti concertati che formano la società. All’epoca di Léger, non sopravviveva granché della società umana dell’inizio del XX secolo, dopo il massacro del 1914-1918. Non si trattava solamente della “rottura dei legami”, ma del fatto più decisivo che l’individuo, in un simile smarrimento, non può mantenersi “al di sopra della mischia”, a meno che sia dotato di un eroismo, di una saggezza, di una santità eccezzionali. E qui entra in gioco Léger, il soldato della prima guerra mondiale, il creativo della protesta. La pittura di Léger è quella della città meccanicistica; è la descrizione di quella forma di coesione che è la massa che tende a meccanizzare, atomizzare, sterilizzare il popolo perché tutto procede per coercizione. La sua arte si inserisce nel percorso rivoluzionario dei Surrealisti che a modo loro,  spezzano il legame con la tradizione dell’arte figurativa e scultorea, (Mannequin de M. Duchamp dans la Rue aux Lévres. La Poupée di Hans Bellmer. Ceci est un morceau de fromage di Magritte. Ma gouvernante  di Meret Oppenheim. Le sculture di Mirò. Apple monster di A. Calder).

Veniamo ora alla mostra di Leger che si tiene al Museo Correr in questi giorni e che è stata organizzata in collaborazione con il MPA di  Philadelphia www.correr.visitmuve.it . Si tratta di una grande mostra con al centro il tema della rappresentazione della città contemporanea. Il percorso è diviso in cinque sezioni: La Metropoli, Il Pittore della città, La Pubblicità, Lo Spettacolo, lo Spazio. Léger affronta drammaticamente il fermento del  periodo storico in cui vive, sia attraverso la dolorosa esperienza di soldato che attraverso l’impatto con la città. Léger  si costruisce una rappresentazione artificiosa della vita nella città che caratterizza le sue opere e che esprime con colori ad essa estranei.  Sono gli stessi colori che porteranno Le Corbusier a definire Léger come un  “pittore per architetti”. Però in questa mostra non ci sono solo i lavori di Léger ma anche quelli di altri artisti,  suoi contemporanei e amici, come Duchamp, Picabia, Robert Delaunay, Mondrian, El Lissitzky che consentono al visitatore di farsi un quadro generale dell’ambiente creativo dell’epoca. Ci sono cortometraggi cinematografici, alla cui realizzazione Léger ha preso parte, come scenografo e regista, p. es. il Ballet Mecanique . C’è una sala dedicata all’amico Le Corbusier con il famoso cortometraggio su Ville Savoye,  “Il Volto e l’Architetto”   , e ad altri architetti dell’epoca. C’è la sala dedicata allo Spazio, dove si vedono le opere di Mondrian e il capolavoro prospettico di El Lissitzky, che da qualsiasi punto lo si veda, ci consente di scoprire nuove prospettive, aprendo la mente dell’osservatore, alle varietà dei punti di vista individuali…

Mostre come quella su Léger al Museo Correr sono strategiche perché  fanno  comprendere l’importanza del ruolo sociale dell’arte, e soprattutto dell’arte di quello specifico periodo storico, compreso tra le due guerre, che ancora oggi influenza le culture occidentali. A questo punto una domanda sorge spontanea:  se ad inizio ’900, determinati sviluppi ideologici hanno avuto conseguenze devastanti sulla civiltà occidentale di allora, che cosa sarà di noi europei che stiamo vivendo in un periodo socio-culturale altrettanto importante?…

UK

To understand the social situation of the early twentieth century is necessary to note the fragility of the structure of mutual relationships and concerted attitudes that form the  society. At the time of Léger  did not survive much of human society of the early twentieth century, after the massacre of 1914-1918. It wasn’t simply a matter of “breaking ties”, but of the most decisive fact that the individual, in a similar state of loss, cannot be kept “above the fray” unless he/she’s characterized by heroism, wisdom and an exceptional sense of sanctity. And here comes Léger, the soldier of the First World War, the creative of the protest. Léger‘s painting is that of the mechanistic city; it is the description of that form of cohesion that is the mass that tends to mechanize, atomizing, sterilize the people because everything proceeds for coercion. His art fits into the revolutionary conceptions of the Surrealists who in their own way, break the link with the tradition of figurative art and sculpture, (see the Mannequin de M. Duchamp dans la Rue aux Lévres, the Poupée of Hans Bellmer. Ceci est un morceau de fromage by Magritte. Ma gouvernante  by Meret Oppenheim. See the sculptures of Mirò and Apple monster by A. Calder).

Let’s now talk about the exhibition of Légerheld in these days at the Museo Correr in Venice and organized in collaboration with the MPA Philadelphia www.correr.visitmuve.it. This is a great exhibition with a central theme focused on the representation of the contemporary city. The exhibition is divided into five sections: The Metropolis, The Painter of the city, The Advertising, The Show, The  Space. Léger lives dramatically the ferment of the historical period he’s living in, both through the painful experience as a soldier and through his  impact with the city.  His mechanistic representation of reality,  fully reflects the ideology and the rhythms of the time he’s living. Léger has his own representation of life in the city and expresses it with artificial colors which normally don’t belong to it.  And are precisely these colors that will make Le Corbusier to define Léger  a “painter for architects“.
In this exhibition there aren’t only the works of Léger,  but also those of other contemporary artists such as Duchamp, Picabia, Robert Delaunay, Mondrian, El Lissitzky, in order to give a comprehensive perspective of that time. There are short films to which Léger took part  as a set designer and director, p. ex. Ballet Mecanique. Furthermore there is a room dedicated to architects  and among them to Le Corbusier, where it’s possible to see the Ville Savoye in the short film “Il Volto e l’Architetto”  . There is the room dedicated to Space where you can see the perspective works of Mondrian and El Lissitzky… 

Exhibitions like this of Léger at the Correr Museum are very strategic because they help the visitors to understand the socio-cultural importance of art and especially of the art of that particular historical period between the two World Wars, that still influences Western cultures. At this point, however, a question threatens: if certain ideological processes had devastating effects on the Western civilization of the 20th century, what will be of us European, who are living in an as much strategic socio-cultural time?

Leave a Reply