Technological crime technological life

 

As more and more objects – cars, home appliances , elevators, street lights, even pacemaker and insulin pumps – become connected, the thread of hacking is moving beyond computer systems and into the real world.

Nel momento in cui sempre più oggetti: macchinari, applicazioni per la casa, ascensori, luci stradali, persino i pacemaker e le pompe per l’insulina – sono connessi, il filo della pirateria web si sposta dalla realtà virtuale alla realtà effettiva.

In the not-so-distant past, outlaws could aim to rob a train of 200 people; in 2011’s Sony playstation Hack, criminals stole credit card information from 100 million people.

In un passato relativamente vicino dei fuorilegge riuscirono a svaligiare un treno di 200 persone; nel 2011 un gruppo di criminali ha rubato informazioni sulle carte di credito di 100 milioni di persone all’interno del circuito della Sony playstation Hack.

THREE TRANDS THAT MIGHT AFFECT OUR LIVES IN 2020 BY BRIAN DAVID JOHNSON

THE GHOST OF COMPUTING: chips get so insanely small they become nearly invisible. When it gets so small, computational power goes into your shoes, walls, body. We’ll live inside of a computer. It’s less about devices, and less about command and control.

IL FANTASMA COMPUTERIZZATO: un chip diventa piccolo in modo inopportuno, al punto da diventare quasi invisibile. Quando diventa talmente piccolo, il potere della computerizzazione entra nelle tue scarpe, nelle pareti, nel corpo. Finiremo col vivere dentro ad un computer. Si tratta sempre meno di apparecchiature, e di conseguenza diminuiscono la gestione del comando e del controllo.

THE SECRET LIFE OF DATA: we all know we are producing massive amounts of information. But algorithms and machines will talk to each other. Our data will be going out and doing things for us. But we need to understand that data is meaningless until it touches the lives of people, when it makes us healthier, more efficient.

LA VITA SEGRETA DELLE INFORMAZIONI: tutti noi sappiamo della quantità straordinaria di informazioni che siamo in grado di produrre. Ma gli algoritmi e le macchine finiranno col dialogare fra loro. I nostri dati opereranno al nostro posto. Ma dobbiamo capire che queste informazioni servono solo fino a quando contribuiscono a renderci più sani ed efficienti.

THE FUTURE OF FEAR. When people are afraid of new technology, they are usually not scared about the tech. It’s more about our human fears. We are only going to have more tech, so we need to figure out how to deal with our fear of it. There are four stages people go through when new tech emerges: first they think it will end the world. Then, they say: “it will corrupt my kids!” Then, they accept it, but with a personal rejection of using the tech themselves. Finally, they cross the line – say, when someone uses a touch screen or voice control for the first time and it works.  Ultimately my goal is to help people to see that tech is not separate from us and that we should not be scared: we make it, we control it. (Extract by Design Mind)

I PERSONALLY THINK THAT IT’S NOT A MATTER OF TECHNOLOGY BUT OF PEOPLE’S WAY TO BE…

IL FUTURO DELLA PAURA. Quando la gente ha paura delle nuove tecnologie, generalmente non ha paura della tecnologia in sé. Si tratta piuttosto delle nostre paure in quanto esseri umani. In fin dei conti il livello della tecnologia nella nostra vita sta aumentando, e si tratta di trovare il modo per affrontare la nostra paura. Quando le nuove tecnologie emergono la gente passa attraverso quattro stadi di accettazione: prima di tutto la gente pensa che la nuova tecnologia distruggerà il mondo. Quindi dice: “Corromperà i miei figli!” Dopo di che finisce col’ accettarla, pur mantenendo una repulsione personale al suo utilizzo. Alla fine le persone superano l’ostacolo psicologico e sono soddisfatte quando utilizzano un touch screen o un sistema di controllo vocale per la prima volta, e questo funziona. In definitiva il mio obiettivo è quello di aiutare le persone a  capire che la tecnologia non è indipendente da noi e che non dovremmo averne paura: noi la facciamo, noi la controlliamo. (Estratto da Design Mind)

PERSONALMENTE IO CREDO CHE NON E’ TANTO UNA QUESTIONE DELLA TECNOLOGIA MA DELLA BONTA’ DEI PRINCIPI DELLE PERSONE …