Think locally act globally/Pensa localmente, agisci globalmente

I

Questo è il comando per un cambio di rotta imprenditoriale. Per noi europei è arrivato il momento di circumnavigare le potenzialità territoriali, di confrontarsi con le componenti sociali e culturali che hanno contribuito a formare le tradizioni produttive e manifatturiere locali. A livello internazionale non è più possibile competere inesorabilmente sulle quantità; c’è chi lo può fare meglio di noi. Oggi quello che dobbiamo fare è ricercare nelle tradizioni locali, nazionali, gli elementi, quelle potenzialità creative, quell’ingegno che  consentono di distinguerci internazionalmente. E la cultura, la tradizione rivestono un ruolo importante; rafforzano la nostra presenza sul mercato internazionale. Ma cosa significano cultura e tradizione? Perché sono così importanti? La cultura, affiancata all’esperienza, ci da i mezzi per conoscere le nostre potenzialità; imparando, impariamo a capire chi siamo e come possiamo fare meglio. La tradizione fa sì che esprimiamo il nostro talento, servendoci dell’esperienza che altri hanno messo a punto prima di noi, e per noi. Fare bene vuol dire fare in modo che altri, dopo di noi possano godere di ciò che noi abbiamo contribuito a costruire, e che di generazione in generazione abbiamo perfezionato; per me questa è tradizione. Ora, se io che vivo e studio in Italia, pretendo di pensare come un americano, senza mai aver messo piede in America ma solo per sentito dire, il minimo che mi si può dire è che sono una superficiale. Mi si obbietterà che con il world wide web tutti posson essere ovunque, e che tutti possono sapere di tutto, ma il fatto è che per sapere bisogno sperimentare, e comunque si è  sempre e solo una parte in quel tutto che si ha avuto la possibilità di sperimentare. Nel locale ci sono le risorse per contribuire al  globale, o meglio per affrontare il globale in modo consapevole, distinguendosi. Ovunque ci sono artigiani di grande talento; meno facile è trovare terreno fertile per l’impresa. Certo, fare impresa non è da tutti. Ma le ditte all’avanguardia, le imprese innovative hanno sempre bisogno di terreno fertile, oltre che di grandi leader.  E terreno fertile non vuol dire sempre e solo agevolazioni fiscali; terreno fertile vuol dire soprattutto costruire le premesse per fare impresa in modo diversificato e complementare, vuol dire fornire i mezzi intellettuali, e cioè fornire servizi professionali accessibili a tutti, che consentono alla impresa di attecchire e crescere. A questo servono gli aiuti europei, (finanziamenti, ecc.), i poli tecnologici, le università; questo è il compito degli enti pubblici nazionali che al fine di eguagliare e ottimizzare il loro funzionamento, devono poter fare riferimento ad una amministrazione europea centralizzata, in grado di monitorare gli investimenti in modo più diretto, dando a tutti i lavoratori, anche a quegli imprenditori che sempre più frequentemente si trovano in una situazione di non solvibilità, la possibilità di operare e di reintegrarsi. L’Europa deve considerare effettivamente le problematiche sociali e del lavoro attuali e soprattutto le difficoltà che incontrano le piccole e medie imprese, implementando politiche di più ampio respiro che tengano maggiormente conto della piccola impresa, soprattutto in una era in cui il lavoro autonomo è diventato condizione predominante del sistema socio-economico globale. Ma centralizzare non è il solo modo per cooperare. Dobbiamo rispettarci reciprocamente e ciò è possibile solo dando ai cittadini i mezzi per acquisire una maggiore responsabilità sociale.

UK

This is the command for an entrepreneurial change of direction. For us Europeans it’s time to circumnavigate the territorial potentials, and deal with the social and cultural components that have contributed to form the local manufacturing traditions.
At an international level it is no longer possible to compete inexorably on quantities. There are those who can do it better than us. Today what we must do is to search in the local, national traditions those elements, those creative potentialities, that genius that allow us to distinguish internationally.
And culture and tradition have an important role; they reinforce our presence on the international market. But what culture and tradition effectively do? Why are they so important? Culture, enforced by experience, gives us the terms, the means for expressing our potential.
By learning, we understand who we are and how we can improve our talent. Tradition ensures that we express our talent supplying us with the experience that others have contributed to develop before us and for us. Doing well means making sure that others, after us, can enjoy of what we have contributed to build, and that others before us have  implemented, according to a natural course that goes from generation to generation; this is what’s tradition for me. Now, if I who live and study in Italy,  pretend to think like an American, without ever having set foot in America, but only by hearsay, the least somebody can tell about me is that I am a superficial.
Somebody could object that with the world wide web we can be everywhere, and potentially know everything, but the fact is that, in order to know, we need to experiment, and in any case we will always know just a part of that whole, we already had the chance to experience.
Locally it’s possible to find the resources for operating globally and for distinguishing. We can find talented artisans everywhere; less easy is to find fertile ground for making business. Of course, being a good entrepreneur is not of everyone.
But the cutting edge enterprises , the innovative enterprises, always need fertile ground, as well as great leaders. And fertile ground does not always and only means tax benefits; fertile ground means above all a ground where is possible to diversify and integrate business; it means providing the intellectual means, i.e. supply a professional support useful for the enterprises to grow and accessible to everybody, without discrimination. 
That is the purpose of European aids (fundings, etc.), of the technological poles, universities, and this is the important task of national public entities that in order to match and optimize their operativity, must depend on a centralized European administration, able to monitor the investments in a more direct and effective way, giving all workers, including those entrepreneurs who are in a situation of non solvency, the ability to further operate and reintegrate.
Europe must effectively consider current social and work problematics, and especially the difficulties faced by most small and medium entreprises,  implementing policies that take greater account of the small enterprises, especially in an era where self-employers are the predominant characters of the global socio-economic system. But centralizing it isn’t the only way forcooperating, we have to respect each other and this is possible only if we give citizens the knowledges for becoming more socially responsible.

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